Sei gli azzurri al via, tre giorni di gare per il biathlon, quattro per il nordico e tutta la tranquillità di un cluster incastonato nella Val di Fiemme, tra Tesero e Predazzo, che offrirà ospitalità agli atleti presso la Scuola Alpina della Guardia di Finanza.

​Alle Paralimpiadi, sci nordico e biathlon condividono lo stesso palcoscenico ma richiedono doti differenti. Mentre il fondo è una prova di puro endurance e gestione dello sforzo su distanze che variano dallo sprint ai 20 km, il biathlon aggiunge la variabile adrenalinica del tiro al bersaglio, dove gli atleti devono trattenere il respiro e colpire 5 centri (usando sistemi acustici per i non vedenti o carabine ad aria compressa per gli atleti con disabilità fisica).


​La "sestina" azzurra
​La delegazione italiana per queste discipline, coordinata dalla FISIP (Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici), punta su un mix di veterani e volti nuovi: tra i primi Giuseppe Romele, Cristian Toninelli (in start list sia di nordico che di biathlon) e Michele Biglione, tra i secondi gli esordienti Mattia Dal Pastro, Giuseppe Spatola e Marco Pisani (come Toninelli disputerà sia gare di nordico che di biathlon).

Le categorie in gara
A differenza delle Olimpiadi, gli atleti paralimpici gareggiano divisi in tre categorie principali:
Sitting (atleti con disabilità agli arti inferiori che usano lo slittino)
Standing (atleti con disabilità motorie che gareggiano in piedi) e
Visually Impaired (atleti ipovedenti o ciechi che gareggiano con una guida).
​Nelle Paralimpiadi, le distanze sono strutturate per accogliere le tre categorie e, sebbene le distanze nominali siano spesso le stesse per le tre categorie, i tempi vengono compensati in base al grado di disabilità.

Le differenze del biathlon paralimpico rispetto a quello olimpico
Rispetto al biathlon olimpico, le gare paralimpiche riguardano distanze più brevi, gare intense e concentrate, oltre alle posizionie alle distanze del tiro:

Sia gli atleti con disabilità fisica (standing e sitting) che quelli con disabilità visiva sparano da 10 metri, mentre gli Olimpici sparano a 50 metri.

Posizione: a differenza degli olimpici che alternano tiro a terra e in piedi, gli atleti paralimpici sparano quasi sempre in posizione prona, con alcune eccezioni o supporti a seconda della specifica classe di disabilità.

Tecnologia per non vedenti: gli atleti con disabilità visiva utilizzano un sistema di puntamento elettro-acustico. Indossano delle cuffie che emettono un segnale sonoro: più il tono è acuto e intenso, più il mirino è vicino al centro del bersaglio.

Dimensione dei bersagli: Per gli atleti con disabilità fisica, il diametro del bersaglio è di 13 mm.
Per gli atleti con disabilità visiva, il diametro è di 21 mm.

Il programma paralimpico di Milano Cortina alterna giornate dedicate al biathlon e allo sci nordico con formati più brevi e concentrati, rispetto a quelli olimpici.


Biathlon
​Le prove di biathlon saranno le prime, nel calendario gare dello Stadio del Fondo di Tesero.

* ​sabato 7 marzo: Sprint 7.5 km
* ​domenica 8 marzo: individuale 12.5 km
* ​venerdì 13 marzo: sprint inseguimento

​Sci nordico
​Lo sci nordico entra in scena tre giorni dopo:
* ​martedì 10 marzo: Sprint classica
* ​mercoledì 11 marzo: 10km individuale classica
* ​sabato 14 marzo: staffette 4x2.5Km
* ​domenica 15 marzo: 20km individuale libera

Uno sguardo ai grandi campioni azzurri

Se oggi pero l'Italia può schierare una "sestina" competitiva, è grazie a chi ha tracciato i primi binari sulla neve paralimpica. Lo sci nordico italiano ha vissuto momenti di gloria specialmente tra gli anni '80 e '90.
​Paolo Lorenzini ha scritto le prime pagine della storia della disciplina. Tra i Giochi di Innsbruck 1988 e Tignes-Albertville 1992, Lorenzini ha collezionato ben 4 medaglie d'oro, oltre ad argenti e bronzi. Atleta della categoria visually impaired, è stato il primo a dimostrare che l'Italia poteva dominare non solo nello sci alpino, ma anche nella fatica del fondo.
​Roland Ruepp, ai Giochi di Salt Lake City 2002, ha addirittura centrato due ori (5 km e 10 km) e un bronzo. La sua capacità di dominare nella categoria sitting ha ispirato generazioni di atleti, tra cui gli attuali campioni come Giuseppe Romele.
​Francesca Porcellato, alle cronache paralimpiche sia invernali che estive nota come la "rossa volante", ha partecipato a diverse edizioni invernali nello sci di fondo, conquistando uno storico oro a Vancouver 2010 nella gara sprint. È l'unica atleta italiana ad aver vinto medaglie d'oro sia ai Giochi estivi che a quelli invernali.
​Enzo Masiello e un altro pilastro di questa disciplina, in grado di vincere medaglie importanti come il bronzo a Vancouver 2010 e l'argento a Torino 2006, mantenendo l'Italia ai vertici internazionali per oltre un decennio.
In totale, dal 1976 al 2022, l'Italia delle discipline nordiche ha vinto 21 medaglie.

 

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