Esordiente con la casacca azzurra della nazionale italiana ma atleta più titolato del roaster azzurro. Tre volte medaglia d’oro paralimpica con il Team USA (Vancouver 2010, Sochi 2014 e PyeongChang 2018), l’italo-americano ha optato per la nazionalità italiana grazie alle origini del nonno. Ecco perché quella di Milano-Cortina 2026 sarà la Paralimpiade dell’esordio per la nuova stella azzurra. Nikko vive a Milano da due anni.
La sua storia sportiva inizia ben prima dell’incidente automobilistico avvenuto nel 2007 nel quale, a 17 anni, perde entrambe le gambe: lotta, hockey e football americano le routine sportive di Nikko al college. Poi l’incidente e la svolta verso il para ice hockey, dove scriverà la storia di questo sport.
Difensore con il vizio del goal, Nikko ha idee molto chiare sul suo ruolo: “Gioco sempre per vincere e se vedo il ghiaccio libero vado, altrimenti si ricomincia con calma giocando il puck con i compagni”. Un salto importante quello di Landeros. Dagli USA all’Italia ci sono tanti kilometri di distanza e molte differenze: “Là è molto diverso, c’è una cultura diversa. I giocatori sono professionisti, si approcciano a questa disciplina giovanissimi con programmi speciali. Difficile fare paragoni».
2026 Milano Cortina, 5°
2010 Vancouver (CAN) 1° (USA)
2014 Sochi 1° (USA)
2018 PyeongChang 1° (USA)
2025 Astana (KAZ) Mondiali Gruppo B 1°