La sua storia con il para ice hockey ha origini nel lontano 2006. Roberto è davanti alla televisione, sta guardando le Paralimpiadi di Torino e rimane folgorato da questo sport. Pochi mesi dopo e a settembre, decide di uscire dalla sua comfort zone e si siede sullo slittino. Il percorso dell’atleta milanese ha inizio così ed è ormai tracciato.
Nel 2001, un incidente in motorino quando Roberto ha soli 20 anni, è causa dell’amputazione alla gamba sinistra. Colpito nel corpo, non si lascia scalfire nell’animo e nell’orgoglio, lasciando in lui innate qualità importanti quali “la generosità nel voler sempre dare un aiuto alle persone che ho accanto, la simpatia e la cordialità, caratteristiche che lo sport ha contribuito a esaltare”.
Del para ice hockey ama “l’aspetto agonistico e la durezza del gioco e degli scontri, ma anche il divertimento, perché quello non deve mai mancare in ogni attività che uno intraprende. Mi piace vincere, ovvio, ma mai in modo scorretto, questa è una cosa distante dal mio modo di essere”.
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