Da quell’ormai lontano 2004 e il drammatico incidente in moto che comporta l’amputazione dell’arto per Gianluigi Rosa, allora 17enne, sono passati 22 anni e quattro partecipazioni ai Giochi Paralimpici, cinque se consideriamo quella di Milano-Cortina 2026.
Anche lui rimane estasiato dalle prestazioni del Ciaz Chiarotti e della truppa italiana guardando le Paralimpiadi di Torino nel 2006. Dal caldo della casa al ghiaccio del palazzetto di Trento passano pochi mesi. A ottobre Gianluigi è già in pista a far scivolare lo slittino.
Ragazzo che ama definirsi “determinato, affidabile e altruista”, definisce il suo sport come “scarica elettrica intensa e di pura adrenalina”.
Amante della montagna e dei viaggi, probabilmente avrebbe dedicato più tempo a queste attività se non si fosse totalmente assorbito con anima e corpo nella bellezza del para ice hockey.
Amante degli assist, non sopporta l’idea “di lasciare i miei compagni in inferiorità numerica durante le partite, lo percepisco come un tradimento al mio gruppo. Purtroppo però succede”, a testimonianza dell’importanza del valore della squadra, di cui Gianluigi rappresenta uno dei leader indiscussi.
2026 Milano Cortina, 5°
2022 Pechino (CHN) 5°
2018 PyeongChang (KOR) 4°
2014 Sochi (RUS) 6°
2010 Vancouver (CAN) 7°
2025 Astana (KAZ) Mondiali Gruppo B 1°
2024 Calgary (CAN) 7°
2021 Ostrava (CZE) 7°
2017 Gangneung (KOR) 5°
2015 Buffalo (USA) 5°
2013 Goyang (KOR) 6°
2012 Hamar (NOR) 6°
2009 Ostrava (CZE) 5°
2008 Boston (USA)
2016 Ostersund (SWE) 2°
2011 Solleftea (SWE) 1°