Figlio e fratello d’arte, Nils Larch detto “Nino” vive in due case: quella della sua famiglia e al Palaghiaccio di Vipiteno: “Mio padre e mio fratello giocavano a hockey e io volevo stare sempre con loro a guardare le partite. È stato così che ho conosciuto il para ice hockey”. Il numero 11 è un omaggio all’età che aveva quando iniziò a giocare. Nato con spina bifida, l’aquila di Vipiteno ha sempre avuto chiaro il suo obiettivo: “Vedendo i miei compagni di club andare alle Paralimpiadi, ho subito capito che era quello il mio sogno, sapevo di voler essere lì a ogni costo”. Con questo scopo si è impegnato negli anni fino a raggiungere l’obiettivo di una vita. A Sochi nel 2014 l’esordio con la maglia azzurra, seguita poi dalla Paralimpiade coreana e da quella cinese, rispettivamente nel 2018 e nel 2022. Nino ha un idolo, il russo Aleksandr Ovechkin, prima scelta al draft 2004 e stella dei Washington Capitals, franchigia della NHL di cui Larch è tifoso.
Amante del ghiaccio e dello slittino, Nils vorrebbe ogni tanto staccare l’interruttore con una vacanza. Non disdegnerebbe una meta calda, esotica: “Con l’hockey visitiamo sempre posti freddi, cambiare non farebbe male”. Ama il cinema e se deve scegliere una pellicola che più delle altre gli ha permesso di vivere ore di spensieratezza non ha dubbi: “Una notte da leoni , mi fa troppo ridere”. Ghiaccio nelle vene ma anche simpatia e goliardia.
2026 Milano Cortina, 5°
2022 Pechino (CHN) 5°
2018 PyeongChang (KOR) 4°
2014 Sochi (RUS) 6°
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2019 Ostrava (CZE) 6°
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